C'era una volta



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Anonimo Palemmetano


Storia di un Terrone




Romanzo autobiagrafico


PREFAZIONE

C'era una volta un terrone che durante il difficile periodo dell'adolescenza cominciò a bere, perché non aveva nient'altro di cazzo da fare! All'epoca aveva 17 anni, ma passarono solo pochi mesi, che era da tutti conosciuto come l'ALCOLIZZATO, perché si svegliava la mattina a bere senza farsi vedere dai genitori. La prima sbronza la fece con quel terrone di suo cugino di Palermo, da tutti conosciuto in città per aver bruciato il registro di scuola davanti a un professore! Il terrone traviato da suo cugino era comunque già nella merda, perché coinvolto in rapine di ville nei dintorni di Brescia e andava illecitamente a suonare i campanelli delle case per poi scappare lontano lontano

PRIMA PUNTATA:I PRIMI MESI DI VITA

V
isto che era un "terrone" e quindi non poteva essere considerato normale, lo portarono immediatamente da un dottore. Questi lo visitò con aria schifata e di disprezzo, ma il piccolo terrone non era così stupido e capì che colui che aveva di fronte doveva essere un leghista accanito. Così il piccolo bastardo, non avendo ancora con sè né la lupara né un coltellino, usò il suo pistolino, che in futuro gli avrebbe creato qualche problema... Prese la mira e pisciò in faccia a quel dottore di merda che, dopo la disavventura, odiò ancora di più il suo piccolo paziente. I genitori furono costretti a cambiare dottore! Giorni dopo ci fu la visita dal pediatra che, appena vide i suoi piedi, cominciò a ridere perché secondo lui erano anormali, insomma facevano schifo e un po' cacare, come sostiene il nostro eroe terrone ai nostri giorni. Il piccolo aveva già compreso che la vita sarebbe stata una merda, soprattutto in mezzo a quei polentoni del cazzo, e fece una promessa dentro di sè: avrebbe cominciato a diventare violento come suo papà che, quando si incazzava, gli tirava le ciabatte addosso già quand'era in culla! Comunque il piccolo terrone in fondo era buono e troppo sensibile, e durante la notte urlava piangente rompendo i coioni ai genitori e ai vicini di casa. Un giorno la povera madre del piccolo, che aveva sposato un mafioso di Palermo, non ce la faceva più e le venne voglia di buttare quella "merdina" nella spazzatura; questo particolare, cari lettori del cazzo, non è inventato! Il terrone ormai grande lo seppe niente meno che dai suoi genitori! Voi penserete, ma che bastardi! Ma il piccolo terrone si sarebbe sfogato in futuro, facendo tante di quelle stronzate che conoscerete più avanti. Ma rimaniamo a quei giorni in cui il piccolo terrone piangeva come un disperato; una vicina di casa, che il terrone attuale odia e vorrebbe ammazzare lentamente, raccontava in giro che il piccolo non era normale e i suoi genitori abusavano di lui! Beh, adesso non esageriamo, va bene che qualche volta suo papà lo torturava a sangue insieme a Cristian, il fratello del terrone sfigato, ma la vicina bastarda non sapeva, come anche i suoi genitori, che il piccolo stava covando una malattia grave come la bronchite spastica in cui avrebbe rischiato di morire. Ma il piccolo terrone era troppo forte e non morì, ma diventò un po' sordo a causa della bronchite e qualcuno in futuro l'avrebbe preso per il culo...bastardi!!!!!!!!!
SECONDA PUNTATA: GLI ANNI DELL'ASILO

...e così arrivò il tempo dell'asilo per il piccolo terrone, banco di prova per usare la violenza contro gli altri bambini che gli stavano sul cazzo. L'impatto fu molto difficile e i giochetti di merda che le maestre facevano fare erano proprio di merda; ma la cosa più odiosa era quando si andava a cantare una canzone che avrebbe dovuto renderci allegri. Il testo faceva pressapoco così:"La mia mamma, la mia buona mamma, là nel bosco, povero bambino....", che il piccolo terrone odiava così tanto che cominciava a insultare o a litigare con gli altri bimbi per poter essere messo in punizione. La punizione consisteva nell'andare a dormire, che non era poi così male! Un giorno si cominciò a fare i primi disegnini e il piccolo terrone, alla fine dei suoi, aveva il vizio di ricoprirli tutti di color nero. Così la direttrice bastarda come la sua vicina di casa che ammazzereibbe lentamente, convocò sua matre...oh sua matre (madre in palemmitano), e le disse che suo figlio era anormale e doveva essere portato da uno psicologo. Il piccolo terrone non sembrava divertirsi a fare quelle cose da bambini e così cominciò a tirare i sassi contro gli altri bimbi; un giorno colpì proprio da bastardo dentro un bimbo di nome Simone all'occhio fuori. Al bimbo Simone venne un occhione nero come l'acido gastrico che esce dalla bocca quando si vomita e il terrone, soddisfatto, andò a dormire di sua spontanea volontà, prima che quella direttrice del cazzo e le altre maestrine glielo intimassero. L'evento dei sassi fu importante per il nostro piccolo eroe (sempre terrone però), perché in futuro li avrebbe usati insieme alla sua testa dura come un pisello in tiro quando si vede una donna nuda, per distruggere le entrate delle ville e rubare. Ma questi fatti, cari lettori (sempre del cazzo) li conoscerete più avanti, non fremete, non eccitatevi come quando dovete guardare i vostri siti porno, ah che disgusto! Adesso questa puntata termina perché il terrone dei nostri giorni deve guardare le donne nude!


TERZA PUNTATA:LE ELEMENTARI

E così, cari lettori polentoni, siamo giunti in prima elementare; subito il terrone si distinse dagli altri perché rimase passivo a tutto quello che gli accadde davanti agli occhi, non era coinvolto in alcuna attività, quindi nel gergo palemmitano si dice che si era scassato a' minchia! Ma questo succedette nei primi tempi, in cui un altro maestro bastardo, ma in seguito diventatogli stranamente amico, convocò sua matre, perché a suo patre non gli poteva fregare neanche una minchiettina. Il maestro raccontò le solite stronzate da psicologhi, dicendo che ero trascurato ecc. ecc., ma bisogna far notare ai cari lettori dal sangue settentrionale che come al solito tutti si sbagliavano sul suo conto. Nel piccolo bastardo solo come un bastardo mancava la cattiveria, lo spirito d'avventura degli amichetti, ma col tempo li coinvolse a guerriglie con altri bambini, a furti in mensa, a picchiare chi gli stava sul cazzo perché gli dicevano terrone e non sapevano neanche cu' minchia voleva di'! Il terroncino trovò qualcuno degno di sfidarlo a boxe, un certo Mauro B., e una volta litigò pure con lui perché in disaccordo su quale dei due aveva vinto un incontro. Però Mauro e un altro dalla pelle sporca come la sua diventarono suoi amici e furono coinvolti nelle sue bastardate. Il piccolo terrone faceva cacare sotto gli altri bambini, ma un giorno capitò che anche lui si cacò sotto, anzi sopra le mutande e si mise a piangere come un bambino perché lo stronzo era così grosso che gli faceva del male come quando si fa uno stronzo grosso. Non so se mi sono spiegato, ma da lì diventò famoso come colui che faceva gli stronzi più grandi della scuola; addirittura una volta il suo amico Samuel, detto il puzzolente perché scoreggiava sempre, dovette usare vicinet molto vicino per sciogliere quel pezzo di merda duro e marrone che non voleva andare giù nella turca. In seguito il nostro piccolo eroe sarebbe diventato noto come "l'uomo merda" quando sarebbe approdato alle medie ed è da lì che avrebbe cominciato la sua attività di criminale...Ma attenzione, stavo dimenticando il primo tiro del cazzo del terrone o per lo meno eccitazione. Ciò avvenne durante una gita, in cui una sua amica di nome Susy appoggiò la sua testolina sul suo pisellino che diventò pisello e infine pisellone; se adesso al terrone capitasse un'occasione così con una figa del genere, la poveretta non avrebbe più scampo e dovrebbe subire passivamente le torture e le perversioni sessuali di quell'animale, che di solito, dopo che si fa una sega, si guarda allo specchio e dice: "Ma che vita di merda!!!!!!"


QUARTA PUNTATA: LE MEDIE

Il terrone iniziò così le medie e da lì pure la sua attività di piccolo criminale. Già alle elementari, cari lettori, ricorderete che iniziò furti in mensa, ma stavo obliando (voi penserete come cazzo scrivo) che fece furti nei supermercati come tutti i bambini.Ma il piccolo bastardo avrebbe presto creato una piccola banda con Marco F. e Paolo S. per andare a rubare nelle ville e fare bei bottini. Nella scuola il piccolo terrone era famoso come " l'uomo merda" che, durante la ricreazione, andava in giro e si muoveva molleggiandosi dicendo di essere una merda; stranamente alle medie nessun professore convocò sua matre e questo fu un grande errore, perché era proprio un coione (o coglione) boh non so come si scrive...In quel periodo il terrone aveva in casa una di quelle sbarre che si attaccano sulle porte, e si arrampicava per fare esercizi di vario tipo; una volta chiamò sua mamma e le disse che era arrapato. Voi vi starete chiedendo cu' minchia voleva di'; il piccolo terrone, ancora ignorante sessualmente come lo è adesso (porca bottana ma che vita di merda!), credeva che essere arrapato volesse dire arrampicarsi come gli scalatori sulle montagne. Un altro segno delle sue incapacità mentali era quando gli altri bambini gli chiedevano se si faceva le seghe e lui rispondeva che a casa non ne aveva neanche una! Ma una sera andato a letto, cominciò a grattarsi le palline e per sbaglio sentì (non con le orecchie, perché già allora non sentiva) uno strano piacere e così il piccolo terrone imparò cosa volesse dire farsi una sega; da quel momento in poi (pure tuttora) la sua mano, ma anche l'altra (il terrone è "bimano"), diventarono sue grandi amiche nei momenti di sconforto e tristezza, cioè quasi sempre. E così mi viene da fare un'altra considerazione: ma che vita di merda! Comunque, cari lettori segaioli come me, ora soffermiamoci su uno dei furti più famosi che il terrone con la sua banda compì. La villa da derubare era ed è situata tuttora a Villa di Salò; era circondata da un recinto in ferro e collegata tramite un allarme ai vicini carabinieri. La banda analizzò attentamente la situazione, creò mappe, studiò mosse e contromosse e dopo giorni di duro lavoro arrivò il grande momento di eccitazione! Il terrone e i due altri bastardi si avvicinarono alla villa in quel momento non frequentata, tagliarono accuratamente un buco nella recinzione tramite delle forbicione e per aprire la villa e il casotto vicino usarono delle pietre pesanti e anche la testa del terrone. La banda prese, tra un bel po' di cose, un trapano; il bottino lo vendettero e ricavarono un bel gruzzoletto di soldi. Ma il terrone ricevette meno solo per il semplice fatto di essere un terrone e anche perché erano 2 contro 1 e non poteva picchiarli da solo. Però lui era contento, si accontentava e finalmente aveva trovato qualcuno con un po' di coioni/coglioni che lo minacciava! Con la banda il terrone andava pure a fare delle scalate sui torrenti e ruscelli di Madonna del Rio e un giorno si trovò nella merda e rischiò di precipitare da un'altezza di circa 10 metri. Un altro fatto rilevante ai fini della comprensione della mente distorta di questo terrone sordo fu quando con Paolo S. andò a trovare un amico in montagna che aveva una casa con un bel camino. I due stronzi volevano riscaldare l'ambiente perché faceva un po' freddo e allora dissero:"Riscaldiamo l'ambiente!" e gettarono nel fuoco del camino così tanti fogli di giornale che il camino stesso cominciò ad incendiarsi. Il nostro amico, che dopo questo fatto non lo fu più e non riesco a capire perché, era in quell'istante fuori di casa e vide delle fiamme alte levarsi dal camino; piangendo disperato entrò in casa e riuscì a spegnere l'incendio. Incazzato chiese che cazzo volevano fare e i due risposero.............."riscaldare l'ambiente!".

Alle medie il terrone aveva anche il vizio di sputare per terra oppure a qualcuno se gli stava sul cazzo; un giorno, durante la ricreazione, sputò per sbaglio sopra il cofano dell'auto di un professore terrone come lui, il quale disse " V. cu' minchia fai ah!". Un'altra volta il nostro piccolo eroe litigò con un suo amico durante la lezione di educazione tecnica e gli disse più volte "Te scanno, curnutu!" (ti rompo cornuto), ma poi non lo fece perché era troppo buono. Così cari lettori del mio pisellino quando è in tiro, siamo giunti al termine di questa puntata, ma il bello deve ancora venire, quando il terrone entrerà anche nel giro dell'alcol, ma non fremete e aspettate le prossime puntate


QUINTA PUNTATA: LA PRIMA SBRONZA DEL TERRONCINO

"Coca cola di più, aranciata chiu picca, biiiiirra e sai cosa bevi!" era una canzoncina cantata da un terrone che vendeva bibite sulla spiaggia di Mondello, vicino a Palermo e la biiiiirra diventò il primo amore del nostro terroncino. Tutto iniziò un'estate di circa 10 anni fa in cui il terrone cugino di Palemmo Marco P., colui che bruciò il registro di un professore e tra tante altre cose saltò incazzato sulla macchina di suo papà rovinandogliela, venne nel regno dei polentoni. Il cugino Marco è pazzo e non ha voglia di fare una minchia, beve, gioca, corre in macchina e gli piacciono le fighe, è proprio strano. Una sera il cugino preferito del terrone portò il piccolo bastardo in un bar di merda nei pressi di Maderno, perché diceva che doveva bere per farsi le ossa. Partirono da Salò, il terrone in motorino e suo cugino in bici e durante il tragitto i due rischiarono più volte la vita. Arrivati in quel bar, scelto dal cugino perché la barista era bona, si sedettero e cominciarono a bere birra; i due terroni, mal visti dagli altri clienti del locale, cominciarono a sparare stronzate a raffica e a ridere come dei curnuti, insomma si ubriacarono. Al piccolo terrone sembrò di volare e pensò"che bello!" e l'eccitazione fu la stessa di quella provata quando si grattò le palline e pensò "ma perché godo?". Dopo la sbronza, i due tornarono a Salò sempre ridendo come baldracche, entrarono in casa e il piccolo terrone si rese conto che aveva appena scoperto un bellissimo divertimento, che avrebbe comunque in futuro portato anche dei danni! Il terroncino, da quel momento, sarebbe diventato noto come un ubriacone, prima di birra, ma in seguito anche di vino e super alcolici, e questo abuso eccessivo lo avrebbe anche portato a diminuire il suo passatempo come delinquente. Nelle prossime puntate, cari lettori di 'sta minchia, verrete a conoscenza delle più memorabili sbronze del piccolo terrone, ma prima di lasciarvi vi devo dire una cosa che avevo tralasciato.

Quando il terroncino aveva sei anni e gli adulti si avvicinavano per chiedergli come si chiamava lui rispondeva "sei annnnnni"e quando gli chiedevano l'età lui rispondeva "Daaaavide"; voi vi chiederete che cazzo c'entra questo con l'alcol, infatti non c'entra un cazzo, ma mi viene da fare una considerazione importante: che vita di merda!
SESTA PUNTATA: A CASA DI CRISTIAN A.

Una sera d'estate il piccolo terrone andò da un amico, dove sua sorella cessa organizzò una festa con altre amiche. Il piccolo bastardo, che al tempo frequentava le superiori, andò insieme ad altri suoi compagni di classe e tutti sperarono di trovare belle fighe da farsi. La famiglia di Cristian A. è un po' strana: il padre è un esaltato che la notte di capodanno si mette a sparare in aria col suo fucile, mentre Cristian corre in motorino e spacca le mattonelle con la sua testa di cazzo, che però è dura al contrario del suo cazzo. Arrivammo lì tutti esaltati, ma appena vedemmo le amichette della sorella, ci ammosciammo, compresi i nostri pisellini, che però a quel tempo avevano imparato ad indurirsi quando vedevano una bella fessettona (figa in palemmitano). Il terrone era triste, ma si ricordò l'insegnamento del suo cugino pazzo e gridò illuminato "Beviaaamo!!!" e Cristian portò grappe su grappe e altri super alcolici. Il terrone si innamorò una seconda volta di quelle simpatiche grappe e cominciò a bere; gli altri amici pure bevettero ma erano dilettanti in confronto a lui. Ma il nostro eroe era proprio stronzo e mischiò tantissimi tipi di grappe, che durante la notte lo avrebbero demolito. Ma in quegli istanti lui volò, era leggero, ah che bello, anche l'autore che vi sta scrivendo queste storielle si sta eccitando al solo pensiero, e tutta la sera continuò a dire stronzate su stronzate, gli amici si divertirono, però le fighettine di merda si spaventarono e andarono via. Il terrone doveva probabilmente aver detto qualcosa di offensivo tipo "puttane, bastarde, andate fuori dai coioni con le vostre fessettone marce!" e così le ragazzine andarono inspiegabilmente via e il piccolo terrone fu molto soddisfatto della sua cattiveria. Intanto il piccolo terrone continuò a bere come un cesso, fu portato a casa in condizioni pessime e davanti alla porta di casa cadde come una merda; ma lui pure nella sofferenza era felice di quella compagnia brillante e poi era abituato a cadere come una merda, perché lui, come già sapete cari lettori 'da fessettona, era chiamato l'uomo merda. Ma la notte del terrone fu proprio una merda, tanto per cambiare, e quindi mi viene da fare una considerazione:"Ma che vita di merda!"

Come avrete già capito, la merda aveva ed ha un ruolo importante nella vita del terroncino: lui era in grado di fare stronzi grossissimi anche grazie all'aiuto del suo megacolon e così usò le sue capacità fisiologiche per otturare i cessi di coloro che gli stavano sulla minchia. Il terrone doveva avere anche il buco del culo storto, perché una volta cacò fuori dalla turca, sebbene fosse esattamente sopra di essa; ciò avvenne prima di una partita di basket ed era usuale per lui cacare quando era emozionato. La partita si svolse in un clima di merda, nel senso che c'era proprio puzza mentre si giocava; durante le fasi di gioco il terrone colpì anche con la sua testa dura la testa di un altro bambino, che cadde per terra facendo circa tre capriole per il dolore. Il piccolo terrone invece non si accorse di nulla e continuò a giocare; il pubblico e i giocatori dell'altra squadra lo insultarono e gridarono pure terrone!

Che novità di merda!


SETTIMA PUNTATA: A LONDRA

Il terrone andò in Inghilterra in gita scolastica per cinque giorni, tre dei quali era ubriaco. La classe pernottò in un albergo confortevole, ma il bastardo terrone non si accontentava mai, mancava qualcosa di essenziale. Un amico gli lesse nel pensiero e gli portò sei lattine di birra; il terrone era solo in camera in quel momento, ma non appena vide le birre era come se i suoi amici entrassero. In mezz'ora le fece fuori con grinta e ridendo da solo, poi uscì nel corridoio dell'albergo e cominciò a fare il cane; i suoi amici lo videro e dissero "questo è proprio un terrone!". Il cane nel frattempo abbaiava e stava facendo figure di merda, come suo solito, però he didn't give a fuck (non gliene fregava una minchia) perché era felice e fiero di quello che faceva.


OTTAVA PUNTATA: A PARIGI

Ma a Parigi il terrone fece molto di peggio. Una sera lui, i suoi compagni di classe ed anche i professori andarono in una birreria; il cane era capotavola e prese un bel litrone di birra. Gli altri amici si facevano riguardi per la presenza dei professori, ma lui non cedette alla sua vocazione e bevette come un'anguilla. In breve, bevendo anche le birre che le cacchette lasciavano, il terrone divenne brillo e sparò come suo solito cagate facendo però divertire i compagni e sè stesso. Usciti dalla birreria, non si capisce perché, i professori andarono via e si dimenticarono dei loro alunni; l'albergo era situato in periferia della città e loro si trovavano in pieno centro. Non potendo prendere i metrò perché dopo le 10.00 non circolavano più, dovettero fare una camminata lunghissima; ma il terrone non si perse d'animo e condusse la truppa per la città. Il terrone era troppo simpatico ed anche altri turisti stranieri, ubriachi come lui, si intrattenevano volentieri con il palemmetano anche se non capivano una minchia di quello che diceva, perché parlava palemmetano. A volte il terrone esagerava e fece rischiare la vita non tanto a lui che era una bestia che tutti temevano, ma agli altri compagni, perché prendeva per 'u culu certe persone, che non la prendevano molto bene. Anche in quella gita il terrone era quasi sempre devastato dall'alcol e stava entrando lentamente in un circolo vizioso; ma le vere stronzate, i veri danni, cari lettori del mio fuck, li saprete più avanti nelle prossime puntate...


NONA PUNTATA: UNA SERA D'ESTATE

Il terrone non smise di fare stronzate e una sera d'estate (guardare titolo), non sapendo che cazzo fare, cominciò a bere birra. Pian pianin (pompin, ditalin, bocchin.....) diventò ubriaco e andò a fare un giro al campetto di basket col suo cobra, non il serpente ma il motorino. Quella sera il campetto era particolarmente affollato, soprattutto di cestisti amici del terrone bastardo ubriacone del cazzo (che vita di merda!) e tutti lo accolsero insultandolo e ridendo di lui! Lui era felice, vide la palla di basket e cominciò a tirare a canestro, ma era troppo felice e la palla andava dappertutto tranne che nel canestro. Dopo un po' si stufò, quindi cominciò a saltellare e fare versi; in lontananza, vicino al tetto della piscina comunale di Salò, vide un materasso. Il ragazzo del sud aveva intenzione di salire sul tetto della piscina e poi saltare giù sul materasso; cominciò a gridare e a divertire i suoi fans, dopo di che si tuffò. Ma il terù era proprio un coglione, perché si tuffò alla stracazzo, un po' con la testa all'ingiù e si fece male; infelice di ciò prese il suo cobra e decise di fare un giretto: andò fino a Desenzano e poi tornò di nuovo al campetto. Il terrone era più soddisfatto della serata trascorsa e così andò a dormire felice e contento. Cari lettori della straminchia, vi chiederete se il terrone sia normale, infatti non lo è, però è felice, pieno di bollicine e profuma di birra, evviva la birra, hurrà, iuh uh bim bum bam din don dan din don dan cin cin cin cin; all'autore di queste fantastiche storielle è venuta voglia di bere (non acqua), ergo (per chi non lo sapesse, significa quindi) andate tutti a fanculo perché l'amore mi chiama! Anzi, no, un'ultima cosa, avete capito che il terrone e l'autore sono un unico essere bastardo? Sììì, l'ho sentito dire anch'io, GIA'A'A'A'!!!


DECIMA PUNTATA: ALLA WUHRER A BRESCIA

Cari lettori del mio pisello problematico, siamo giunti alla stronzata più grande che il terù abbia mai commesso, a parte i furti nelle ville. Una sera, come tante altre, quella testa di cazzo aveva voglia di bere (ma che novità!) e così andò coi suoi compagni di classe delle superiori alla Wuhrer a Brescia, per chi fosse ignorante, una birreria. La birra scorreva a fiumi in quella serata gioiosa, piena di bollicine e di ali di uccelli che facevano volare la testa di cazzo del terrone bastardo. No, lettori, non pensate che adesso l'autore di queste bellissime storie sia ubriaco, c'è solo il fatto che è eccitato perché stasera va alla Sagra alla Costa, in provincia di Gargnano, per....tah tah tah taaaaah tah tah tah taaaah per BERE BIRRA! PS tah tah etc. è la musica di Beethoven ignoranti!



Insomma quel palemmetano era felice, il giorno dopo non lo sarebbe stato, ma porca puttana! Beveva, beveva e beveva, solo delle volte faceva qualcosa di diverso, ovvero beveva nei bicchieri dei suoi compagni. Il nostro eroe dei nostri coglioni era brillo, poi si accendeva sempre più, era sempre più in calore, non per la figa, che cazzo credete, a quel tempo non aveva tempo per quel buco peloso del cazzo, no, lui era, era un uccello che volava sui tetti di Brescia e si sentiva padrone del mondo. Beh, insomma, alla fine era una merda umana ed era ridotto alla stracazzocazzocazzo! Tutto gaio e gay (penserete voi, vaffanculo bastardi polentoni ma che vita di merda!) trotterellò(però non a Trento), coi suoi compagni ovviamente tutti ubriachi. Ce n'era uno in particolare, forse a livello del bastardo terrone in quanto a ubriacatura, ed era pure lui un terone del cazzo! Ebbene, scherzando scherzando, sulle scale che portavano giù al parcheggio della birreria, il terrone protagonista tirò un pugno al terrone secondo protagonista bastardo e figlio di una baldracca! Il secondo bastardo catanese di 'sta minchia indossava quella sera degli stivali duri come un pisello molto in tiro, se non molto di più! Quel suo piede del cazzo si levò da terra, attraversò l'aria impregnata di birra puzzolente ma pur sempre simpatica, e colpì fortissimo il fottutissimo viso del terù palemmetano. Questi era sconvolto dal dolore che sentiva ai denti, perché era stato colpito in piena bocca e urlò come una baldracca che ha appena perso un cliente. Quel catanese faccia di mille merde rideva come una baldracca che aveva appena ottenuto il cliente dalla sua collega sfigata e il palemmetano non poteva reagire, perché era in preda alle pene dell'inferno, soffriva come un cane e quel Caronte vaffanculo continuava a ridere e a prendere per 'u culu il palemmetano. Il nostro eroe si accorse che i due denti davanti ballavano come ballerine puttane e facevano male come quando lo si prende nel culo; il bastardo non aveva mai provato un dolore così forte, anche se la birra doveva avere forse attenuato la sofferenza. Il giorno dopo a scuola il cazzometro aveva i denti rosa, poi nei giorni seguenti diventarono gialli, poi grigi e infine neri come i peli di un cazzo! Il terrone non riusciva a dormire la notte per il dolore e beveva così birra e altro alcol per dimenticare, ma quando mangiava insieme ai suoi poveri genitori, che avevano concepito una bestia invece di un bravo ragazzo, ogni volta che masticava cibo urlava dal dolore. Così il terrone disse che era stato colpito da una pallonata mentre giocava a basket, che era una balla grande quanto una palla! I due denti del terrone erano ormai morti e, per rimetterli a posto, servivano 2500000 circa; i poveri illusi genitori pensarono di ricorrere all'assicurazione per gli infortuni che era prevista per il basket. Il terrone fece di tutto per richiedere dal suo bastardo allenatore Aldo A. le carte necessarie per la domanda, ma quel fottutissimo barbone e pure piccolo come un pisellino di neonato non acconsentì. Il terrone doveva dire la verità ai suoi genitori! Ma 'sto cazzo che la diSSE tutta, disse solo che un suo amico (che bell'amico vi chiederete voi) era ubriaco e gli sbatté la porta in faccia; i genitori erano delusi della sua precedente menzogna, perché credevano che il loro piccolo delinquente avesse ricevuto davvero una pallonata in faccia. Ma papà e mamma di quell'essere ripugnante erano appena venuti a sapere un'altra balla, perché il terrone disse che lui non aveva toccato neanche una goccia di birra! E' proprio bastardo quel terrone, neh? Ma che cazzo poteva fare in quella situasiù? Dopo quell'esperienza il terrone fu profondamente toccato e decise che era ora di cambiare; dopo una settimana andò all'Irish pub, indovinate a fare che cosa? MA A BERE!!!! MA CHE VITA DI MERDA! MA CHE MERDA DI TERRONE!


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