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ETICA DELLA RICERCA BIOMEDICA.
PER UNA VISIONE CRISTIANA

 

 



ATTI DELLA NONA ASSEMBLEA 
DELLA PONTIFICIA ACCADEMIA PER LA VITA

 

Città del Vaticano, 24-26 Febbraio 2003



 

 

A cura di  : 

 

JUAN DE DIOS VIAL CORREA



 

ELIO SGRECCIA 

 

 

 



LIBRERIA EDITRICE VATICANA

2004  


  
Presentazione (Prof. JUAN DE DIOS VIAL CORREA E ELIO SGRECCIA)

 

Discorso del Santo Padre GIOVANNI PAOLO II

 

 

 



 

RELAZIONI INTRODUTTIVE

 

S.E.R. Mons. JAVIER LOZANO BARRAGÁN, Nuovo paradigma: origini e proposte



 

Prof. VINCENZO CAPPELLETTI, Biomedicina del ventesimo secolo

 

 

 



INTERVENTI NELLA TAVOLA ROTONDA 
"Le Attuali Frontiere della Ricerca Biomedica a Servizio dell’Uomo"

 

Prof. MÓNICA LÓPEZ BARAHONA, Recenti progressi in tema di biologia molecolare con un impatto diretto sulla vita umana



 

Prof. ANGELO VESCOVI, Cellule staminali cerebrali: stabilità funzionale, plasticità e potenziale terapeutico

 

Prof. IGNAZIO MARINO, Etica della ricerca biomedica: per una visione cristiana



 

Prof. ANTONIO BATTRO, Le nuove frontiere nella neuroeducazione



RELAZIONI TEMATICHE

 

Prof. ADRIANO BOMPIANI, La ricerca sperimentale in ambito biomedico. Ambiti, metodologie, criteri di validità dei progetti di ricerca



 

Prof. GONZALO HERRANZ, Alcuni contributi cristiani all’etica della ricerca biomedica: una prospettiva storica

 

Prof. ADRIANO PESSINA, La relazione tra la ricerca biomedica, l’antropologia e l’etica filosofica. Appunti per una riflessione metodologica



 

Prof. ROBERT SPAEMANN, Ars longa, vita brevis

 

Prof. WILLIAM MAY, Dignità umana e ricerca biomedica: le rispettive posizioni del soggetto della ricerca e del ricercatore



 

Prof. DANIEL SERRÃO, L’etica della ricerca sperimentale sull’uomo: principii e linee guida

 

Prof. EUGENE DIAMOND, Il conflitto di interessi nell’etica medica



 

Rev. Prof. ROBERTO COLOMBO, I soggetti vulnerabili della ricerca biomedica: il caso dell’embrione umano

 

Prof. ANTONIO SPAGNOLO, Comitati di etica per la ricerca: procedure e qualità della revisione etica



 

Prof. JUAN DE DIOS VIAL CORREA, L’etica della sperimentazione sugli animali

 

Prof. ADRIANA LORETI-BEGHE’, Normativa internazionale e ricerca biomedica: conquiste attuali e prospettive future



 

Prof. PIERMARCO AROLDI, Il coinvolgimento del grande pubblico sullo sviluppo della ricerca biomedica: il ruolo dei mass-media

 

S.E.R. Mons. ELIO SGRECCIA, La politica della ricerca biomedica: valori e priorità



 

 

 



APPENDICE: DOCUMENTI CONCLUSIVI

 

Comunicato Finale

 

Proposta di Impegno Etico per i Ricercatori in Ambito Biomedico

JUAN DE DIOS VIAL CORREA,
ELIO SGRECCIA



PRESENTAZIONE

Il tema affrontato in occasione dell'annuale Assemblea della Pontificia Accademia per la Vita: "Etica della Ricerca Biomedica. Per una Visione Cristiana" (Città del Vaticano, 24-26 febbraio 2003) si caratterizza per la vastità del panorama delle questioni trattate e per l'attualità di molti problemi che vengono necessariamente affrontati.

L'etica della ricerca riguarda anzitutto tutto il processo che l'investigazione programmata richiede: il progetto nelle sue finalità e nei finanziamenti; l'etica della sperimentazione, che a sua volta implica molte problematiche (il rischio, il consenso, il metodo di arruolamento dei pazienti, la validità del programma investigativo, l'obiettività dei controlli, la divulgazione dei risultati); la fase applicativa di ordine tecnologico o clinico; la questione dell'assegnazione delle risorse economiche e la giustificazione degli eventuali brevetti; la messa a disposizione dei farmaci o dei presidi terapeutici. La stessa sperimentazione animale non è scevra di problemi etici, oggi presi in considerazione con maggiore sensibilità.

Alcune questioni delicate toccano non soltanto il processo della ricerca come tale ma l'oggetto-soggetto della sperimentazione: l'embrione, il feto, la donna in età fertile, i problemi emergenti dalla procreazione assistita, dalla clonazione, dall'uso delle cellule staminali: le popolazione primitive, problemi questi che hanno già investito la sfera del diritto e mantengono un'acuta attività e problematicità anche nei consessi internazionali.

Altra novità degli ultimi tempi è costituita dall'incidenza sempre più forte che i problemi economici-finanziari esercitano sullo sviluppo della ricerca tutta, compresa quella biomedica.

Il livello di sviluppo economico di un Paese esige la ricerca scientifica innovativa, e la capacità di esportarne i risultati e i prodotti. La ricerca biomedica non si sottrae a questo fatto: i Paesi più sviluppati economicamente sono quelli che hanno una ricerca scientifica più avanzata ed un livello di assistenza medica.

Lo svolgimento dell'importante incontro di studio, preceduto come al solito da una preparazione condotta all'interno di una Task-Force di specialisti ha toccato la gran parte di questi temi, senza trascurare il quadro culturale in cui si collocano, le linee di tendenza e le frontiere più avanzate in cui oggi si colloca la ricerca stessa in ambito biologico, neurologico, medico-chirurgico. Temi specifici come quelli della ricerca sull'embrione, della sperimentazione sull'animale, sulle cellule staminali sono stati accompagnati e confrontati con i temi specificamente bioetici, filosofici, socio-politici e normativi.

Ma c'è ancora un fatto peculiare che qualifica la portata del Convegno e la rilevanza del volume che ne raccoglie gli Atti: al termine dei lavori, oltre alla pubblicazione delle Conclusioni che ricalcano le tematiche dei lavori e le linee etiche orientative, è stato diramato un Appello ai Ricercatori, per invitarli a sottoscrivere un impegno etico qualificato su cui svolgere in seguito un confronto e perseguire un dialogo. Risulta che c'è già stata un'adesione significativa a questo invito anche di interi Istituti.

Questo appello fa eco a quello del Santo Padre incluso nel Suo Discorso ai partecipanti: "Rinnovo pertanto un sentito appello affinché la ricerca scientifica e biomedica, evitando ogni tentazione di manipolazione dell'uomo, si dedichi con impegno ad esplorare vie e risorse per il sostegno della vita umana, la cura delle malattie e la soluzione dei sempre nuovi problemi in ambito biomedico" (L'Osservatore Romano, 24-25 febbraio 2003).

Questo volume, pertanto, segna un punto di specifica connotazione delle istanze cristiane nell'ambito della ricerca, ma porta anche il segno di un cammino percorso dalla PAV, la quale, come ha detto il Santo Padre nello stesso Discorso, "nel campo della ricerca biomedica può costituire un punto di riferimento e d'illuminazione non solo per i ricercatori cattolici, ma anche per quanti desiderano operare in questo settore della biomedicina per il bene vero di ogni uomo" (Ibid.). È un invito che la PAV non può lasciar cadere, ma ha la responsabilità di raccogliere con umiltà e spirito di servizio.



GIOVANNI PAOLO II



Discorso ai Partecipanti 
alla IX Assemblea Generale della PAV

Carissimi membri della Pontificia Accademia per la Vita!

 

1. La celebrazione della vostra Assemblea mi offre l’occasione di rivolgervi con gioia il mio saluto, esprimendovi apprezzamento per l’intenso impegno con cui l’Accademia per la Vita si dedica allo studio dei nuovi problemi nel campo soprattutto della bioetica.


Un particolare ringraziamento rivolgo al Presidente, Prof. Juan de Dios Vial Correa, per le amabili parole di saluto indirizzatemi, come pure al Vice Presidente, Mons. Elio Sgreccia, solerte e valido nella sua dedizione al compito affidatogli. Saluto anche con affetto i membri del Consiglio Direttivo e i Relatori di questa importante riunione.

 

2. Nei lavori della vostra Assemblea avete voluto affrontare, in un programma articolato e denso di riflessioni fra loro complementari, il tema della ricerca biomedica, ponendovi dal punto di vista della ragione illuminata dalla fede. È una prospettiva che non restringe il campo di osservazione, ma piuttosto lo amplia, perché la luce della Rivelazione viene in aiuto della ragione per una più piena comprensione di ciò che è proprio della dignità dell’uomo. Non è forse l’uomo che, come scienziato, promuove la ricerca? Spesso è ancora l’uomo il soggetto su cui si compie la sperimentazione. In ogni caso, è sempre lui il destinatario dei risultati della ricerca biomedica.


È un fatto da tutti riconosciuto che i miglioramenti della medicina nella cura delle malattie dipendono prioritariamente dai progressi della ricerca. In particolare, è soprattutto in questo modo che la medicina ha potuto contribuire in maniera decisiva a sconfiggere epidemie letali e ad affrontare con esiti positivi gravi malattie, migliorando notevolmente, in grandi aree del mondo sviluppato, la durata e la qualità della vita.
Tutti, credenti e non credenti, dobbiamo rendere omaggio ed esprimere sincero appoggio a questo sforzo della scienza biomedica, rivolto non soltanto a farci meglio conoscere le meraviglie del corpo umano, ma anche a favorire un degno livello di salute e di vita per le popolazioni del pianeta.

 

3. La chiesa cattolica intende esprimere anche un ulteriore motivo di gratitudine a tanti scienziati dediti alla ricerca nell’ambito della biomedicina: molte volte, infatti, il Magistero ha richiesto il loro aiuto per la soluzione di delicati problemi morali e sociali, ricevendone una convinta ed efficace collaborazione.


Qui vorrei ricordare in particolare l’invito che il Papa Paolo VI, nell’Enciclica Humanae Vitae, rivolse a ricercatori e scienziati, affinché offrissero il loro contributo "al bene della famiglia e del matrimonio", cercando di "chiarire più a fondo le diverse condizioni che favoriscono un’onesta regolazione della procreazione umana" (n.24). È invito che faccio mio sottolineandone la permanente attualità, resa anche più acuta dalla crescente urgenza di trovare soluzioni "naturali" ai problemi di infertilità coniugale.
Io stesso, nell’Enciclica Evangelium Vitae, ho fatto appello agli intellettuali cattolici perché si rendessero presenti negli ambienti privilegiati dell’elaborazione culturale e della ricerca scientifica per rendere operante nella società una nuova cultura della vita (cfr n. 98). Proprio in questa prospettiva ho istituito la vostra Accademia per la Vita con il compito di "studiare, formare e informare circa i principali problemi di biomedicina e di diritto, relativi alla promozione e alla difesa della vita, soprattutto nel diretto rapporto che essi hanno con la morale cristiana e le direttive del magistero della Chiesa" (Motu Proprio Vitae Mysterium, 4)
Nel terreno della ricerca biomedica l’Accademia per la Vita può quindi costituire un punto di riferimento e di illuminazione non solo per i ricercatori cattolici, ma anche per quanti desiderano operare in questo settore della biomedicina per il bene vero di ogni uomo.

 

4. Rinnovo, pertanto, un sentito appello affinché la ricerca scientifica e biomedica, evitando ogni tentazione di manipolazione dell’uomo, si dedichi con impegno ad esplorare vie e risorse per il sostegno della vita umana, la cura delle malattie e la soluzione dei sempre nuovi problemi in ambito biomedico. La Chiesa rispetta ed appoggia la ricerca scientifica, quando essa persegue un orientamento autenticamente umanistico, rifuggendo da ogni forma di strumentalizzazione o distruzione dell’essere umano e mantenendosi libera dalla schiavitù degli interessi politici ed economici. Proponendo gli orientamenti morali indicati dalla ragione naturale, la Chiesa è convinta di offrire un servizio prezioso alla ricerca scientifica, protesa verso il perseguimento del bene vero dell’uomo. In questa prospettiva essa ricorda che non solo gli scopi, ma anche i metodi e i mezzi della ricerca devono essere sempre rispettosi della dignità di ogni essere umano in qualsiasi stadio del suo sviluppo e in ogni fase della sperimentazione.


Oggi, forse più che in altri tempi dato l’enorme sviluppo delle biotecnologie anche sperimentali sull’uomo, è necessario che gli scienziati siano consapevoli dei limiti invalicabili che la tutela della vita, dell’integrità e dignità di ogni essere umano impone alla loro attività di ricerca. Sono tornato più volte su questo argomento, perché sono convinto che tacere di fronte a certi esiti o pretese della sperimentazione sull’uomo non è permesso a nessuno e tanto meno alla chiesa, cui quel eventuale silenzio sarebbe domani imputato da parte della storia e forse degli stessi cultori della scienza.

 

5. Una speciale parola di incoraggiamento desidero rivolgere agli scienziati cattolici perché, con competenza e professionalità offrano il loro contributo nei settori ove più e urgente un aiuto per la soluzione dei problemi che toccano la vita e la salute degli uomini.


Il mio appello è rivolto in particolare alle Istituzioni ed alle Università, che si fregiano della qualifica di "cattoliche" perché si impegnino ad essere sempre all’altezza dei valori ideali che ne hanno propiziato l’origine. Occorre un vero e proprio movimento di pensiero e una nuova cultura di alto profilo etico e di ineccepibile valore scientifico, per promuovere un progresso autenticamente umano ed effettivamente libera nella stessa ricerca.

 

6. Un’ultima osservazione è necessaria; cresce l’urgenza di colmare il gravissimo e inaccettabile fossato che separa il mondo in via di sviluppo dal mondo sviluppato, quanto alla capacità di portare avanti la ricerca biomedica, a beneficio dell’assistenza sanitaria e a sostegno delle popolazioni afflitte dalla miseria e da disastrose epidemie. Penso, in special modo, al dramma dell’AIDS, particolarmente grave in molti Paesi dell’Africa.


Occorre rendersi conto che lasciare queste popolazioni senza le risorse della scienza e della cultura significa non soltanto condannarle alla povertà, allo sfruttamento economico e alla mancanza di organizzazione sanitaria, ma anche commettere un’ingiustizia e alimentare una minaccia a lungo termine per il mondo globalizzato. Valorizzare le risorse umane endogene, vuol dire garantire l’equilibrio sanitario e, in definitiva contribuire alla pace del mondo intero. L’istanza morale relativa alla ricerca scientifica biomedica si apre così necessariamente ad un discorso di giustizia e di solidarietà internazionale.

 

7. Auguro alla Pontificia Accademia per la Vita, che si accinge a iniziare il suo decimo anno di vita, di prendere a cuore questo messaggio e di farlo giungere a tutti i ricercatori, credenti e non credenti, contribuendo anche in questo modo alla missione della Chiesa nel nuovo Millennio.


A sostegno di questo speciale servizio, caro al mio cuore e necessario per l’umanità di oggi e di domani, invoco su di voi e sul vostro lavoro il costante aiuto di Dio e la protezione di Maria, Sede della Sapienza. Come pegno dei lumi celesti, imparto volentieri a voi e ai vostri familiari e colleghi di lavoro l’Apostolica Benedizione.

(pubblicato in "L’Osservatore Romano", Lunedì-Martedì 24/25 Febbraio 2003, p. 5)

JAVIER LOZANO BARRAGÁN



Nuovo paradigma: origini e proposte

Attending to United Nations meetings, and seeing the different positions of the Governments in the World about the principles and values according to which one must build the Bioethics, I tried to find a ethical system from which one can logically understand those official issues. Between several settlements I find finally the right material to construct the synthesis. This system is called the New Paradigm, that now I will expose synthetically in the first part of my talk. Once individualizing the system, I thought it was necessary to go to his roots. Some of them I will present in the second part, and in the third part I will make some evaluation and positive proposals.

 

THE NEW PARADIGM

It is strange that in the matter of Ethics the norms will have a compilation into a Paradigm that in its own concept for many is only a hypothesis and properly not required to be truth. And it is still more strange that one can configure norms not according to the truth; but the fact is that we have now this Paradigm and it is taken as supreme law for many Departments of Health in the World, and guides the behaviour of many Bioethics Committees. I synthesize it in 12 points.

  

The authors

 

Within the United Nations, the World Health Organisation and UNESCO, were requested to accept this Paradigm in particular by three NGOs: "The Women's Environment and Development Organisation", "The Earth Council Green peace"and "The International Planned Parenthood Federation". They have adopted a series of principles within the context of what is called "new ethics" or "global ethics". Some of their significant points are as follows.



 

The global development

 

Today's world, as it is, cannot go on; after the Cold War we are faced with unsustainable ecological situations, we are going towards a total degradation of the planet because of pollution caused by toxic refuse of every kind, as well as radioactive waste. All of this brings us a constant malaise that continue cannot go on. We need to work for the everyone's well-being and prosperity. We need to achieve global prosperity and well-being.



 

The sustainable development

 

Such global prosperity and well-being is possible only with global development and not with that kind of development which has been achieved so far. This is because such development can no longer be sustained. We should achieve sustainable development, that is to say development that will no longer damage the planet, where, indeed, through harmonious development, there will be prosperity and well-being for everyone, a prosperity and well-being that centres around the person.



 

The quality of life

 

Global prosperity and well-being with sustainable development is the aim of the new global ethics. It is that convergence towards which the new paradigm is directed. This global prosperity and well-being is what constitutes that goal known asquality of life, which is defined "as the perception of the individual of his position in life, in the context of the culture and the system of values in which he finds himself, in relation to his goals, expectations, standards and interest". This is a concept of life of vast range that embraces in a complex way the physical health of the person, his psychological state, his personal beliefs, his social relations and his ability to relate to the relevant data of his environment (WHOQOL).



  

The fields of quality of life

 

Quality of life covers six fields: 1. physical health; 2. psychological health; 3. industrialisation and environmental degradation, the ineptitude of institutions, environmental pollution, the fabrication of food, 4. social injustice, 5. forms of religious extremism and other kinds of extremism, intolerance and social exclusion have to be fought, 6. the new spirituality that transcends all other spiritualities and religions; it fights them and replaces them because they are seen as bastions of resistance against some of the values and goals of the new paradigm.



 

The values

 

The values of free enterprise, national sovereignty, religions, dogmas, natural law and traditional values must be rejected because they are irrelevant and because they have created an ethical void. Now, new values have to be created, the only ones that will allow people to live in peace.



The values of the new paradigm are those that inspire a culture of peace: love, sharing, care, comradeship, a process that leads decisions to be taken after consultation participatory democracy, decentralisation, negotiation, processes of arbitration and positive adjudication, no war, respect for life, freedom, justice and fairness, mutual respect, and integrity.

 

The pillars

 

These ethics are based upon five pillars: human rights and responsibility, democracy and the components of civil society, the protection of minorities, commitment to the peaceful solution of conflicts and open negotiations, inter-generational equity.



 

The spirituality

 

Given that the various religions of the world are not able to generate these global ethics, it is necessary to supplement them with a new spirituality whose goal is global prosperity and well-being with sustainable development. Nature, the earth (called "Gaia"), is divine and inviolable. Man is one of various elements, and is to be understood only in harmony with the earth. This is said not to be a new religion but a new spirituality. The religions that have existed hitherto have been concerned with the other life - this spirituality is concerned with this earthly life. It is a spirituality without God, to be located at a temporal level, whose final goal is the liveability of the actual world and in it the prosperity and well-being of man.



However, in this new spirituality valid elements present in different creeds are not rejected. They are brought together to form global ethics. In this way, and in particular from the religions of the American native communities, are taken their respect for nature and necessary interaction between man and nature. From Judaism is taken the concept of holiness; from Buddhism, serenity and impassivity; from Hinduism, respect for animals; from Islam, the virtue of justice; and from Christianity, charity and mercy.

Despite all this, it is asserted that no religion is competent to resolve the ecological problem; no religion has valid answers for this epoch of globalisation. We need to fight against hegemonies that are sought after and dogmatic hierarchies that want to impose their points of view. The objective is to shape a shared framework of behaviour that points out the fundamental ethical principles for emerging global society. Overpopulation, industrialisation, environmental degradation, the ineptitude of institutions, environmental pollution, the fabrication of food, social injustice, forms of religious extremism and other kinds of extremism, intolerance and social exclusion have to be fought. The new spirituality transcends all other spiritualities and religions; it fights them and replaces them because they are seen as bastions of resistance against some of the values and goals of the new paradigm.

 

The problems

 

The problems to be solved are classified into four groups: the first concerns re-establishing the correct relationship between man and nature; the second, the meaning of happiness, life and fullness; the third examines the relationship between the individual and the community, and the fourth is concerned with the balance between fairness and freedom.



 

The norms

 

Such new ethics are independent of dogma and natural law. They redefine the connection between knowledge and ethical practice. This connection is not causal as is the case with the sciences- it is situational. That is to say, there is no need for evident norms that govern behaviour. It is, rather, the behaviour of today that will be translated into norms of behaviour for the future. The problem is to generate agreement so that the peoples of the world accept these new global ethics, and for this reason it is necessary to motivate everyone in the most effective way.



 

The foundations

 

The three foundations upon which these new ethics and this new spirituality are founded are human rights, health for everyone, and education.



  

The human rights

 

Human rights are based upon total fairness amongst men. For this reason, the only acceptable remedy required is, on the one hand, a stabilisation of population levels, and on the other, a massive transfer of wealth from the rich to the poor. For some supporters of these ethics, capitalism is the root of all evils, and for this reason a requirement of the new order is opposition to economic globalisation. They argue that we need to create a new, shared standard of life for everyone. The diversity of cultures is respected and at the same time the aim is the imposition of a universal culture.



 

 
Health for all

 

Health for everyone requires the presence of eight elements: education in health, suitable food, clean water, elementary forms of care, mother-child health, vaccination against the principal infectious diseases, the prevention and control of local endemic diseases, the suitable treatment of illnesses and management of common disasters, access to essential drugs and medicines, and reproductive health. This right is inherent in social security, involves the eradication of poverty, global social fairness, and is achieved through global governance. It requires concern for education and democratic tendencies.



 

Education for all

 

Education must be education for all. The contents of the basic curriculum of the education of the population is divided into four categories: social and economic development with emphasis on social demography; the environment and the ecosystem, and management of the inter-relationship between the population and the environment in particular; sexuality and the achievement of personal complementariness; and the family and prosperity and well-being. Emphasis is placed upon human rights, sustainable development, fairness within humanity; health security, participation, governability, techniques for shaping support, global citizenship, peace, the protection of the environment and reproductive health. This education must be holistic. It is the key to obtaining agreement on acceptance of the new paradigm. And because it must be interdisciplinary it has to generate a complex process. It must be both formal and informal.



 

The principles of bioethics

 

All this helps to outline the principles of bioethics closed to the Transcendent. Within such bioethics, which some people have called "subjective" or "autonomous", some general normative principles have been formulated in order to be able to map out the study of human behaviour within the life and health sciences. These principles are three in number and they are as follows:



the principle of autonomy; the principle of doing good (and on the negative side of not doing harm); the principle of justice.

The principle of autonomy means the freedom of the moral agent, and this means that an action is good if it respects the freedom of the moral agent and other people. The principle of doing good means that good should always be done and doing wrong should always be avoided. The principle of justice means that each person should be given what is due to him.

 

The origins of the these principles

 

Given that as a matter of fact this form of bioethics does not contain objective norms, the justification of such principles is complicated. Some people have attacked these principles, arguing that they have already gone beyond American principleism (a reference to the place where they were drawn up). Others, on the other hand, provide a justification for these principles and argue that their formulation was carried out along experimental lines on the basis of the good and bad results of actions carried out in the field of bioethics accompanied by a synthesis of their consequences.



Various explanations are given or none are given at all. The different positions are as follows:

the evolutionistic theory: the evolution of the species continued when man appeared and man continues to evolve not only as regards his nature but also in terms of his culture, and thus for each stage of his history there is a different culture and a different set of ethics. In the contemporary stage of his history, those principles of bioethics are the valid one.

The subjectivist theory: it is not possible to know values: each person must proceed as he thinks fit and as a general result of this procedure the principles that are adopted arise.

The contract theory: given the subjectivist theory leads us to full relativism, it is applied, however, with the support of consent, that is to say agreeing with everyone and proceeding in line with the opinion of the majority, a sort of social contract between the members of society. Everyone agrees on these principles.

The clinical theory: however, given that it is not always possible to reach agreement, each case is examined in turn and the action taken is that considered the best for that particular case.

The utilitarian theory: if one asks what the best is for that particular case, the answer provided involves the utilitarian theory of cost/benefit, according to which what costs least and gives the best results should be carried out.

The theory of new principles: some authors (for example Peter Singer) argue that one should not dwell upon the old principles but rather invent new ones. Thus, for example, one should not adhere simply to the principle "thou shalt not kill" but adhere, instead, to a new one, which affirms: "kill only if you decide freely to do so and take responsibility for all the consequences". The principles that are adopted can be adopted as ethical principles, as long as each person decides freely and takes responsibility for all the consequences.

 




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