Sabato 30 giugno



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SABATO 30 GIUGNO

1 GIORNO





  • La storia


Narratore: Care amiche e amici, sta per avere inizio la nostra grande avventura: siete tutti invitati a imbarcarvi con noi sulla famosa, anzi famosissima, nave Hispanìola!
Animatore 1 (seduto tra i ragazzi): Io non ne ho mai sentito parlare!
Animatore 2: Neanch’io!
Narratore: Hispanìola in italiano vuol dire “spagnola”: è il nome della goletta che ci porterà in giro alcuni giorni alla ricerca dell’isola del tesoro.
Animatore 1: E la goletta cos’è?
Narratore: Vuoi proprio sapere tutto! La goletta è un bastimento a due alberi, una grossa nave, che viaggia con le vele e si lascia trasportare dal vento.

Non è una grossa nave, costa poco e si usa per trasportare con colo le persone, ma anche i materiali.

Dopo queste spiegazioni possiamo cominciare.

Siete pronti a salpare sull’Hspanìola?

Allora,via! La storia ha inizio.

Scaldiamo un po’ l’ambiente e il gruppo con questo ban: il ban del pirata.
SOLISTA (gridando forte): Ragazzi e ragazze di San Martino!

TUTTI: Parados!

SOLISTA: El puente!

TUTTI: El puente!

SOLISTA: Fuego!

TUTTI: Fuego!

SOLISTA: Bum!

TUTTI: Bum!


Narratore: E’ con un colpo di cannone, che la nostra storia ha inizio: una storia di lealtà e coraggio, dove un ragazzo riesce a vincere là dove tanti grandi avevano perso. Il nome del ragazzo, protagonista della nostra avventura, è…
Jim (entra): Jim. Si scrive Jim (scrive sul pezzo di carta) e si pronuncia “Gim”: sono un giovane intrepido e coraggioso, marinaio per caso!
Narratore: E’ lui il personaggio principale della storia, che vi racconteremo in mille e mille puntate!
Jim: Non esagerare. Non è mica una telenovela, la mia! Sette puntate sono più che sufficienti!
Narratore: … Che vi racconteremo in sette puntate. Vivremo insieme attentati, ammutinamenti, colpi di scena alla ricerca di un’isola misteriosa, l’isola del tesoro. Ma ecco, prima di cominciare, ascoltiamo insieme un’ esperto di pirateria: il professor Robert Louis Stevenson.
Ban dell’applauso:
SOLISTA: Un applauso al professore… (I ragazzi betteranno le mani a ripetizione! Il solista li interrompe per fare “un solo applauso”). Ho detto “un” applauso, colpo secco, così…

TUTTI: (eseguono un solo applauso)

Solista: Bravissimi. Ecco a voi i ragazzi e le ragazze di San Martino!
Stevenson: Good Morning, I am Robert Luois Stevenson, bye bye, my friends!
Narratore: Professore, l’italiano! Parli italiano!
Stevenson: Ok, vi parlerò in italiano, che ho imparato nei miei viaggi per il mondo. Well! Sono venuto dalla lontana Inghilterra, dove ho raccolto dalla viva voce dei pirati del Nord le leggende, storie, avventure, canzoni dei bucanieri, dei filibustieri di tutto il mondo! (Beve da una bottiglia). Qui dentro c’è del whisky, il migliore di tutto il mondo, whisky scozzese di Scozia. Musica maestro! One, two, three...

Canzone del pirata:
Solista: Caramba, beviamo del whisky, caramba beviamo del gin, e tu non dar retta al cuore, che tutto passerà...

Stevenson: Buono il whisky, ragazzi, ma non è roba per voi, voi dovete bere acqua minerale, gassata, liscia, naturale, fino a quando non avrete superato la prova d’esame del perfetto intrepido pirata. Ma chi sono i pirati?
Narratore: Professore, ce lo dica lei. L’abbiamo invitata per questo.
Stevenson: Thank you. Grazie. Ve lo dirò in pochissime parole (apre un volumone).

I pirati sono uomini di mare, vissuti alcune centinaia di anni fa. Essi si dividevano in due, anzi in tre categorie: i corsari, i pirati, i bucanieri. Insieme, ripetete con me!
Tutti: (forte) I corsari! I pirati! I bucanieri!
Stevenson: I corsari! Sono quelli che facevano la guerra da corsa: inglesi, francesi e olandesi. Il più famoso è Sir Francis Drake, si pronuncia Sor Frensis Dreike. I corsari lavoravano per conto dei re. In Italia sono famosi il Corsaro Nero, il Corsaro Rosso e il Corsaro Verde.

I corsari usavano come nave la “Fusta”, nave velocissima a remi. Dopo i corsari ci sono i pirati...
Narratore: Professore per oggi basta! Possiamo riprendere domani la lezione. Non vorremmo stancare troppo i nostri ragazzi e le nostre ragazze.
Stevenson: Ma io ho ancora tante cose da dire...
Narratore (a due ragazzi): Portatelo via! (eseguono). Bene ragazzi, l’avventura è iniziata. Domani la prossima puntata...

Per ora vi auguro una buona notte a nome dei corsari!
Stevenson: (entra prima del narratore) Buon giorno, ragazzi e ragazze di San Martino…, eccomi di nuovo qui. Cantiamo insieme l’inno dei corsari…
Narratore: Alt! Mister Stevenson, rispetta i ruoli. Prima tocca a me. Buon giorno e ben tornati tra noi. Riprendiamo le presentazione dell’isola del tesoro. Abbiamo l’onore di avere con noi Mister Robert Louis Stevenson.
Stevenson: Che sono poi io. All right, my friends. Allora bambini vi parlerò dei famosissimi pirati. I pirati, al contrario dei corsari, erano i ladroni del mare: depredavano i galeoni spagnoli, pieni di oro e merci preziose, uccidendo tutti quelli che trovavano sulla loro strada, pardon, nelle loro acque. La nave che usavano era la galeazza, con tre alberi e trentasei, dico “trentasei” cannoni. Il loro grido di guerra era:

All’arrembaggio!”



Tutti: All’arrembaggio!
Stevenson: corsari, pirati e bucanieri. I bucanieri erano qualcosa di mezzo tra i corsari e i pirati. Si chiamavano “fratelli della costa” e nel tempo della loro maggior potenza, avevano persino formato una repubblica nell’isola di Tortuga. Il più famoso dei bucanieri si chiamava “Barbanera”. La loro bandiera era un drappo nero con ricamato il teschio e le tibie, o anche uno scheletro che teneva in mano un bicchiere di rum e nell’altra uno sciabolone. Il loro grido era:

Barba! Barba! Barba!”


Tutti: Leòn! Leon! Leòn! (fischio) Bum!
Stevenson: La loro nave si chiamava “galeone”, munita di quaranta cannoni. Era velocissima.

Ban della velocità

SOLISTA: Velocità cinque nodi.

STEVENSON: Dieci km all’ora

SOLISTA: Oh issa! Oh issa!...

TUTTI: Oh issa! Oh issa!...
SOLISTA: Velocità dieci nodi!

STEVENSON: Venti Km orari!

SOLISTA: Oh issa! Oh issa!...( più veloce di prima)

TUTTI: Oh issa! Oh issa!...(riprendendo il ritmo del solista)


SOLISTA: Ed ora al massimo della velocità!

STEVENSON: Cinquanta Km orari!

SOLISTA: Oh issa! Oh issa!...(velocissimo)

TUTTI: Oh issa! Oh issa!...(riprendendo velocissimo)



Narratore: Ringraziamo Robert Louis Stevenson per le informazioni che ci ha dato. Prima di lasciarci, ha ancora qualcosa da dirci?
Stevenson: Alle isole Samoa, mi chiamavano “Tusitala”, che vuol dire “narratore di storie”. L’isola del tesoro è la più bella che ho scritto: jim è l’esempio di un giovane audace, che lotta per il bene, sempre, nella certezza che il bene vince sempre.

Jim: La storia, che mi vede protagonista, ebbe inizio quando nella locanda chiamata “Ammiraglio Bembow”, che era mio padre, entrò un vecchio lupo di mare. Uno di quegli uomini sapete un po’ strani, che hanno passato la loro vita passando da un porto all’altro, su navi diverse, facendo saccheggi e attacchi a tutti quelli che incontravano...
Lupo di mare: (entra cantando) Quindici uomini sulla cassa del morto... Cosa state guardando? La mia cicatrice? E’ un vecchio ricordo di una battaglia... Ehi tu, ragazzo, c’è nessuno qui?
Jim: mio papà!
Lupo di mare: Va’ a chiamarlo, ma prima dammi un bicchiere di rum! Ho una sete bestia!
Papà di Jim: Desiderate?
Lupo di mare: Questa baia è molto alla mano e l’osteria è in una posizione piacevole: Avete molti clienti, amico?
Lupo di mare: Bene; questo è il posto che fa per me. Mi stabilirò qui presso di voi. Sono un uomo alla buona e ciò che desidero è del rum, delle uova e del prosciutto e quella punta lassù per spiare le navi che passano.
Papà: spiare le navi che passano?
Lupo di mare: Volete sapere il mio nome? Chiamatemi “capitano”. Ecco a voi delle monete d’oro! Che nessuno sappia che sono qui.
Jim: Doveva nascondere qualche segreto, perchè un giorno ma aveva chiamato in disparte e poi in modo misterioso mi aveva detto...
Lupo di mare: Ehi tu ragazzo, questa è una moneta d’argento. E’ per te! Se un giorno vedi arrivare un marinaio con una gamba sola, mi devi avvertire subito... (cantando) quindici uomini sulla cassa del morto!...
Jim: Mi metteva paura il marinaio con una gamba sola, ma ancor più il capitano: era terribile per le storie che raccontava, lo sguardo che aveva. Metteva spavento con le sue minacce. Narrava storie orribili di impiccagioni, di annegamenti per punizione, di tempeste sull’oceano.
Papà: Ho paura di perdere i clienti con uno così...
Jim: Papà io lo sento parlare anche da solo!
Papà: Stiamo a vedere...


  • Giochi di conoscenza

E’ importante conoscersi tutti e avere fiducia degli altri prima di partire. Se non si è uniti non si può collaborare e superare insieme le difficoltà.





  • Prendiamo il cannocchiale!

I nostri amici ci invitano a fare gruppo, a giocare insieme, seguendo l’avventura di un ragazzo, che si trova, suo malgrado, al centro di una storia che lo farà diventare grande.

Giochiamo insieme: ma nel gioco si deve stare alle regole, avere voglia di partecipare con gli altri, di entrare nel mondo della fantasia…

Sono tanti gli incontri che possiamo avere nella vita: alcuni in modo misterioso, vengono a cambiare i nostri programmi, il nostro modo di fare e agire. E’ importante lasciarsi incontrare.

Jim incontra un ospite inatteso: un pirata!

Da quel giorno la sua vita cambia totalmente.


Guida: La nostra avventura ha avuto inizio.
Vangelo: Matteo (5, 18-22)
In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli.

Poiché io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.

Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna.
Il Signore incontra Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni e cambia i loro programmi.

Anche tu hai fatto un incontro importante, che ha cambiato la tua vita: quello con Gesù Cristo.



Quando? (Il giorno del tuo Battesimo)
Di che cosa sei entrato a far parte il giorno del tuo Battesimo?
E oggi?

Oggi il Signore ci incontra per mezzo degli animatori, del prete, dei nostri genitori, delle maestre, delle catechiste… diciamo di sì e lasciamoci incontrare da Lui.


E qui?

Quanti amici abbiamo incontrato!


(scriviamo il decalogo dell’amicizia come impegno concreto che ci prendiamo).


  • Santa Messa


Vangelo: Luca 10, 25-28
Un dottore della legge si alzò per metterlo alla prova: “Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna? ”. Gesù gli disse: “Che cosa sta scritto nella Legge? Che cosa vi leggi? ”. Costui rispose: “ Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso”. E Gesù: “Hai risposto bene; fà questo e vivrai”.
Segno: Portiamo all’altare il decalogo dell’amicizia che ognuno avrà scritto (in gruppo o singolarmente) e offriamo al Signore il nostro impegno ad essere tutti amici e a volerci bene come Lui ci ha insegnato.

Impegno: Nel corso della preghiera ciascuno prenderà da un cestino il biglietto con scritto il nome di un altro compagno (i biglietti sono stati preparati precedentemente dagli animatori). Senza farlo vedere né dirlo a nessuno (neanche al diretto interessato!) si impegna ad essere più attento nei suoi confronti, comportandosi come un fratello.
Preghiera: Ci hai parlato con la tua Parola, o Signore:

ci inviti all’amicizia sincera e leale che ama l’altro,

che è capace di condividere e capire

quando l’amico ha bisogno di noi.


L’amicizia è vivere insieme,

capire che non è possibile essere felici da soli,

è donare e accettare con gioia.
Ci hai esortato con la tua Parola o Signore:

un patto di amicizia è più importante

di qualsiasi altra cosa.

E allora coraggio, sfidiamo chi ci vuol far credere

Che non esiste più l’amicizia

E fidiamoci di Te, che ci vuoi veramente bene.


Con la tua Parola, o Signore,

ci hai fatto capire la nostra debolezza:

sappiamo che non è facile andare d’accordo

ma solo superando le difficoltà insieme

possiamo trovare la vera gioia.

Sei tu che ce lo hai insegnato.



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